• Imprevisti
  • Fenomeno bike sharing

    Se state programmando una visita in una città, ma non avete molto tempo per esplorarla, la bicicletta può essere un valido mezzo di trasporto. Non avendo quasi certamente la vostra bicicletta con voi, potreste valutare di noleggiarne una.
    In moltissime città è ormai presente il servizio bike sharing. Qui di seguito ecco di cosa si tratta.

    La bicicletta è un mezzo di trasporto tornato di gran voga negli ultimi anni, soprattutto in quelle città in cui il traffico non permette di spostarsi agevolmente. Sarà forse per questo che in tutto il mondo, Italia compresa, sono apparsi numerosi servizi di bike sharing, ovvero di noleggio delle due ruote per spostarsi facilmente nei centri urbani. Emblema della mobilità sostenibile, la bicicletta ottiene in questo modo un ulteriore punto a suo favore garantendo la possibilità di usufruire del proprio mezzo di trasporto senza di fatto possederne alcuno.

    Il bike sharing è il mezzo di trasporto che ha visto la più rapida crescita nella storia del Pianeta”, così lo ha definito Peter Midgley, un esperto analista del trasporto pubblico.

    La prima esperienza da cui deriva il bike sharing è della metà degli anni ‘60, quando ad Amsterdam 50 bici vennero dipinte di bianco e lasciate a libero uso dei cittadini. È stato poi in Danimarca che il servizio si è solidificato e reso globale, con una rete attiva dall’inizio degli anni ‘90 formata da 1.000 biciclette e migliaia di prestiti l’anno.

    È stata però la tecnologia degli ultimi anni a rendere possibile un simile successo, perché fino a pochi anni fa le biciclette pensate per il bike sharing subivano ciclicamente atti di vandalismo, gli abbonamenti non venivano pagati e spesso le stesse due ruote venivano sottratte alle amministrazioni pubbliche. Oggi, grazie ai parcheggi elettronici e ai servizi di sorveglianza e tracciamento GPS, il bike sharing non è più un ghiotto bottino per ladri e ricettatori e, così, l’iniziativa ha potuto prendere il volo.

    Il bike sharing è un fenomeno in espansione che sta letteralmente spopolando in tutto il mondo, a favore della mobilità sostenibile e della riduzione dell’utilizzo dell’auto. Le bici a noleggio, spesso con costi agevolati grazie agli abbonamenti, hanno fatto la propria comparsa in numerose medie e grandi città in Italia e nel mondo.

    I vantaggi di un servizio come questo sono molteplici: nessuna preoccupazione per il rimessaggio o per l’eventuale furto, mezzo facilmente reperibile e libero di circolare anche durante i blocchi del traffico causati dallo smog.

    Il meccanismo che regola l’accesso al servizio di bike sharing da parte degli utenti è molto semplice. Occorre innanzitutto registrarsi presso l’agenzia responsabile del servizio e ricevere la propria tessera o chiave d’accesso. Le condizioni in questo caso potranno variare a seconda del gestore, che potrà richiedere la sottoscrizione di un abbonamento a tempo, una quota annua o a volte più semplicemente una piccola cauzione relativa alla tessera o chiave concessa in dotazione.
    La bicicletta potrà quindi essere ritirata in uno dei punti presenti nel territorio di riferimento e utilizzata per il tempo ritenuto necessario. In alcune città vengono riconosciute delle finestre di tempo entro le quali il servizio resta sostanzialmente gratuito, di solito tra i 30 e i 60 minuti. Una volta superato tale limite il servizio diverrà anche in questi casi a pagamento e sarà soggetto alle tariffe del gestore.
    La riconsegna può avvenire in due diverse modalità: nel punto da cui si è prelevata e in un qualsiasi altro stallo segnalato dal gestore. Occorre in questo caso informarsi direttamente al momento dell’iscrizione su quale sia la scelta richiesta dal servizio di bike sharing a cui ci si rivolge.

    0%
    0%
    0%